Con l’entrata in vigore del Conto Termico 3.0, si apre una concreta opportunità che il Comune di Terlizzi potrebbe cogliere per avviare una nuova stagione di riqualificazione energetica del patrimonio pubblico.

Questa è una proposta operativa e strategica: utilizzare uno strumento nazionale già finanziato per ridurre i consumi energetici, abbattere i costi di gestione e migliorare la qualità degli spazi utilizzati quotidianamente da cittadini, studenti, famiglie e operatori pubblici.

Una scelta che produrrebbe benefici ambientali, economici e sociali per l’intera comunità terlizzese.

Il nuovo meccanismo incentivante, operativo dal 25 dicembre 2025, mette a disposizione risorse importanti anche per Comuni di medie dimensioni come Terlizzi, con contributi fino al 65% delle spese ammissibili e, in casi specifici, fino al 100%.

Scuole e strutture pubbliche: un’occasione da non perdere

Per Terlizzi, la leva strategica principale potrebbe riguardare il patrimonio scolastico e gli edifici a destinazione sanitaria o socio-assistenziale.

Il Conto Termico 3.0 prevede infatti l’incentivazione fino al 100% per interventi realizzati su:

  • scuole di ogni ordine e grado;
  • edifici pubblici destinati a strutture sanitarie, assistenziali e di cura.

Questo significa poter intervenire in modo strutturale senza gravare in maniera significativa sul bilancio comunale, migliorando comfort, sicurezza, qualità dell’aria e sostenibilità degli edifici frequentati ogni giorno da centinaia di persone.

Quali interventi potrebbe attivare il Comune?

Il Conto Termico 3.0 amplia notevolmente il ventaglio di interventi finanziabili. Terlizzi potrebbe programmare azioni come:

  • isolamento termico di pareti e coperture;
  • sostituzione di infissi e schermature solari;
  • efficientamento dell’illuminazione interna ed esterna;
  • installazione di sistemi di building automation per il controllo intelligente degli impianti;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione con pompe di calore ad alta efficienza;
  • installazione di impianti fotovoltaici con accumulo, se abbinati alla riqualificazione degli impianti termici;
  • colonnine di ricarica per veicoli elettrici a servizio degli edifici pubblici.

Interventi integrati tra loro consentirebbero di massimizzare l’incentivo e di ottenere una riduzione strutturale dei consumi, trasformando la spesa energetica da costo passivo a leva di innovazione.

Diagnosi energetica: pianificare prima di intervenire

Un aspetto particolarmente rilevante è il contributo anticipato per la diagnosi energetica, che copre il 50% dei costi.

La diagnosi rappresenta il punto di partenza indispensabile per:

  • conoscere lo stato reale degli edifici comunali;
  • definire una scala di priorità;
  • costruire un piano pluriennale di interventi coerente e sostenibile.

Il Conto Termico finanzia quindi anche la fase di pianificazione, spesso trascurata ma decisiva per evitare interventi frammentari e poco efficaci.

ESCo, Comunità Energetiche e partenariati: modelli innovativi

Il decreto consente inoltre di adottare modelli operativi flessibili. Gli interventi potrebbero essere realizzati:

  • direttamente dal Comune;
  • tramite ESCo certificate, con contratti di prestazione energetica;
  • attraverso Comunità Energetiche Rinnovabili, di cui l’Ente potrebbe essere promotore o membro attivo;
  • mediante partenariati pubblico-privato (PPP), in linea con il Codice dei Contratti Pubblici.

Strumenti che permettono di superare eventuali limiti finanziari e tecnici, distribuendo rischi e responsabilità e coinvolgendo competenze specialistiche.

Una scelta di visione, non solo un incentivo

Il Conto Termico 3.0 non è soltanto un’opportunità tecnica. È una scelta di visione.

Investire oggi sull’efficienza energetica significa ridurre la spesa corrente nei prossimi anni, liberare risorse per altri servizi, migliorare la qualità degli edifici pubblici e rafforzare l’impegno della città verso la transizione ecologica.

Per questo motivo, questa proposta può rappresentare l’avvio di un percorso strutturato di riqualificazione energetica del patrimonio comunale, fondato su pianificazione, competenza tecnica e visione strategica.

L’auspicio è che l’Amministrazione comunale voglia valutare con attenzione questa opportunità, avviando un confronto tecnico-operativo per costruire un programma concreto e sostenibile nel tempo.

Terlizzi ha le condizioni per diventare un esempio virtuoso di gestione energetica intelligente. Il momento per iniziare è ora.

Giuseppe Cannarozzo